La Poesia è un passaporto per il mondo

 

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LA POESIA: UN PASSAPORTO PER IL MONDO

Jean Bruschini

Ha accompagnato il lavoro estenuante di tanti, ha conciliato il sonno di bimbi con la sua musicalità, è presente alle feste come ai funerali; stiamo parlando della Poesia, di quella potente forma di sentimento che ha celebrato eroi e sconfitti, che da sempre conserva la memoria della collettività, unisce, fortifica la lingua e la Storia dell’Uomo. Colei che ha trasmesso fatti e tradizioni oralmente, che ha reso grandi i popoli, musicisti, cantanti, oratori, politici, religiosi, scienziati e letterati.

Sfruttando le tecniche della memoria orale, con la metrica o con le rime, la Poesia ha superato gli ostacoli della lingua parlata raggiungendo tutti, di generazione in generazione.

Ha contribuito e contribuisce oggi a diffondere idee, nella sua forma pura o cantata, esprimendo sentimenti forti e suscitando emozioni; ha rivendicato opinioni di singoli individui e di gruppi; è stata amata e sfruttata in tempo di pace e sotto le guerre civili, di religione, durante i conflitti mondiali, per via della sua capacità di far leva sui sentimenti. E’ viva.

Molti, per aver espresso le loro opinioni attraverso la poesia, sono stati censurati, torturati, imprigionati o uccisi a causa delle loro idee, ma la poesia non può morire e, come sempre, attraverso di essa, i poeti continuano a trasmettere la propria visione del mondo, traducendo sentimenti come l’amore, la gioia, la malinconia, la tristezza, il successo o la sconfitta.

Se Il ruolo dei poeti è mutato col variare delle epoche sociali e del contesto politico, sin dai tempi di Platone c’è chi ha visto in essi personaggi fuori dal comune, a volte pericolosi, altre inutili (Platone consigliava di scartarli addirittura dalla sfera sociale e bandirli) o, finalmente, c’è chi li ha sempre considerati dei messaggeri divini. Il Poeta, in realtà, è un “tecnico” della bellezza, un artigiano della parola, colui che può decifrare l’invisibile e contemplare l’universo. Ed è proprio questo status privilegiato che lo ha in parte emarginato, escluso e maledetto (fu Verlaine a coniare il termine “poeta maledetto”).

Interprete della vita e dei sentimenti, nel poeta alberga l’uomo, il mago, il pastore, l’umile e il ricco.

Grazie a persone dotate di una sensibilità fuori dal comune, capaci cioè di suscitare emozioni forti, la poesia è un passaporto per il mondo, quella chiave che apre tutte le serrature e rende tutti simili.

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