Vignanello, il Castello e …i suoi fantasmi.

VIGNANELLO, il Castello e i suoi fantasmi – by Jean Bruschini

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Vignanello è un comune italiano di 4.790 abitanti della provincia di Viterbo, sito a 19 km circa da Viterbo.Meritano una visita Piazza della Repubblica, ai cui lati sorgono gli edifici più importanti: la Collegiata, il Castello Ruspoli con il suo splendido giardino all’italiana, il Palazzo Pretorio e le numerose Chiese. Il territorio copre una superficie di oltre 2.000 ettari ed ha un’altitudine oscillante tra i 204 e i 400 metri sul livello del mare. Appartiene alla zona collinare del Monte Cimino.

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Circondato da dolci colline e sviluppatosi sulle colline del pianoro del Molesino,  Vignanello vede i primi insediamenti falisci intorno all’VIII secolo a.C. Poco distante dall’antica Velza (Orvieto), la sua fitta rete viaria consentiva un’economia molto florida, alimentata sicuramente dagli scambi artistici-culturali con Falerii Vetes, la capitale dell’agro falisco.

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Da insediamento falisco sicuramente di modeste proporzioni a castrum nel primo periodo medievale, poi feudo, fino a trasformarsi nel borgo attuale, le sue continue e successive ricostruzioni rendono alquanto difficile comprendere come potesse essere l’abitato falisco originariamente, poiché anche l’antica cinta muraria è andata perduta. Oggi poco resta a testimonianza di un abitato frequentato da quegli antichi agricoltori, artigiani e “gens” come i Velimna, nobile famiglia perugina .

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Gli scavi archeologici condotti nel secolo scorso hanno portato alla luce numerose tombe (datate tra la fine del VII al III secolo a.C.) e reperti di notevole importanza.Molti dei corredi funerari, vasellami di bucchero kyathos e tanti altri oggetto di raro valore sono conservati al Museo di Villa Giulia a Roma ed al Museo Archeologico di Civita Castellana.

Tra storia e leggenda, comunque, si racconta di un tal Julius, fuggito dalle orde dei Visigoti nel 412 e qui stanziato per fondare Julianellus, oggi Giulianello. Le lacune sono fitte per gran parte della sua storia, ma io sono qui per parlarvi del Castello Ruspoli, Rocca imponente su cui desidero oggi concentrare la mia attenzione. 

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Come vi dicevo, anche la storia medievale è offuscata da un velo di incertezze e da leggende, ma di certo sappiamo che una comunità di benedettini, qui presenti sin dalla metà del IX secolo, governarono il feudo, costantemente attaccati dai vari signorotti, i quali si alternarono al dominio del borgo. Sulla forma della rocca medievale non si sa nulla, in quanto fu completamente distrutta dai Viterbesi nel 1228. L’aspetto attuale è della prima metà del 1500 e si ritiene sia opera dell’architetto Antonio da Sangallo il Giovane,  su richiesta di Beatrice Farnese e dal genero Sforza Marescotti. L’idea dell’eccezionale giardino si deve a Ottavia Orsini, figlia di Giulia Farnese e fu realizzato nel 1611. Il perimetro di tale imponente opera verde è composto da siepi miste di lauroceraso, alloro, bosso, tino e viburno. I continui passaggi di potere portarono il feudo nelle mani della Chiesa, dell’Ospedale di Santo Spirito, della città di Viterbo, degli Orsini, poi dei Vico e dei Borgia, per poi passare ai Farnese nel 1531. Quando l’ultima erede della famiglia Ruspoli, cioè Vittoria, andò in sposa a Sforza Vicino Marescotti, fu aggiunto il patronimico Ruspoli, nome con cui ancora oggi è conosciuto il castello.

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Come tutti i castelli che si rispettino, anche questo ha le sue storie di fantasmi.

Una notte, la principessa  Claudia Ruspoli udì dei  forti rumori provenire dal piano inferiore,  credendo che a provocarli fosse stato un suo ospite alloggiato in una camera del piano inferiore del maniero non dette molta rilevanza all’episodio e attese l’indomani per chiedere al suo ospite cosa fosse accaduto.

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L’indomani mattina, però, rimase sbalordita nel vedere dei grossi mobili in luoghi diversi da quelli in cui si trovavano da sempre. Alcuni erano talmente ingombranti che né lei né l’ospite sarebbero stati in grado spostarli. Chi aveva spostato la mobilia? Perché?

Alcuni giorni dopo, però, i misteriosi episodi si manifestarono di nuovo. Ancora rumori, ancora mobili e suppellettili spostati, ancora una strana sensazione di “presenze” estranee, immateriali. Impossibili da definire “amiche” o “nemiche”.

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I precedenti – Alla memoria della principessa Ruspoli si riaffacciarono due strani racconti che le erano stati fatti agli inizi degli anni Settanta del Novecento, quando, ragazza, trascorreva l’estate a Vignanello, in compagnia della nonna paterna. Una domestica filippina giurò di aver visto un uomo a cavallo che indossava un’antica armatura, dirigersi al galoppo dal giardino al palazzo e attraversare il muro di uno dei torrioni come se fosse fatto d’aria.

Pochi giorni dopo, una donna ospite dei Ruspoli, sì sentì chiamare ripetutamente in francese con un nomignolo che nessuno, nel castello, poteva conoscere. Lei si guardò intorno, entrò nelle stanze adiacenti a quella in cui si trovava, si affacciò dalle finestre ma non vide nessuno. Era sola con l’eco lontana di quel nomignolo francese che le rimbombava nella mente. Da qual momento anche il castello Ruspoli di Vignanello ebbe il proprio fantasma. Ma siccome per circa 40 anni non si era più manifestato, l’oblio lo aveva avvolto. Fino a quel momento…

DA VEDERE:

Palazzo Ruspoli, imponente e meraviglioso castello del IX sec. e successivamente rimaneggiato fino alle attuali forme. Rappresenta, insieme al giardino, uno dei più importanti monumenti dell’alto Lazio.
Per le visite: accordi con il Principe Ruspoli, Tel. 0761-754013, 06-6878884

Collegiata di S.Maria, la grande chiesa fu eretta nel 1723 e sorge proprio di fronte al castello. Recentemente restaurata presenta la sua maestosità con la splendida facciata. All’interno conserva opere importanti di varie epoche, tra cui un pregevole organo barocco e, sull’altare, una grandiosa gloria per dimensioni e per il genere.

 

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