Mai fidarsi di FB

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Mai fidarsi di FB – by Jean

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Sono un tipo previdente, ma se avessi avuto con me un post-it al posto di un megatelefonino ipertecnologico, allora non avrei scritto questa mia disavventura. Ecco la storia.

Salgo in aereo a Fiumicino con destinazione Tunisi, niente di più facile, specialmente se dovrai contattare una persona sul posto al tuo arrivo e disponi di un cellulare cosmico sul quale hai memorizzato il numero da chiamare. Poiché sono fin troppo previdente, oltre ad aver salvato il numero di telefono, ho inviato una mail a me stesso tramite Gmail e un messaggio su FB.

Una volta sceso  a Tunisi, però, il touch-screen del telefonino smette inspiegabilmente di funzionare (mai successo prima, ma anche mio nonno il giorno prima di morire stava bene) e a nulla sono valsi gli smanettamenti: togliere pila e scheda, rimontare tutto e riavviare il cell.

Poco male, tanto sono stato previdente: prendo un taxi e vado in Place de la Republique, lì troverò un Internet Point! Bene, ma se avessi appuntato il numero di telefono su un pezzo di carta sarebbe stato tutto più semplice ma chi usa più carta e penna oggi?

Mi reco nell’angusto negozio e scelgo una postazione Internet da cui entrerò (penso io) nel mio account di posta elettronica, per recuperare il famoso numero di telefono dell’autista che dovrebbe caricare tutti i partecipanti e condurli al Festival della Poesia di Tozeur.

La tastiera è in arabo e non trovo il tasto della chiocciolina! Chiudo gli occhi, trattengo il respiro e digito a memoria, mentre osservo il soffitto bianco…

Dopo anni luce di tentativi, riesco infine a comporre il nome utente e la password ma una finestra di dialogo mi avverte: “Uhm…ti stai collegando dalla Tunisia, caro Jean Bruschini, quindi dovremo appurare la tua identità mandandoti un sms al cellulare”. Vorrei rispondere al sigor Gmail che se sono lì è proprio perché il mio cell è inaccessibile ma questo non è contemplato.

Ultima chance: accedere all’account di Facebook e recuperare il messaggio con il numero telefonico.

Anche qui altri due anni luce per digitare da tastiera araba, ma alla fine ci riesco.

Facebook riconosce tramite indirizzo IP che mi sto collegando da un’altra nazione, quindi mi avverte: “non sappiamo se sei veramente tu, quindi ti faremo vedere cinque immagini e dovrai riconoscere almeno 4 amici su 5 per accedere”. Sembra una cazzata, quindi clicco su ok e procedo.

Per 4 foto, nessun problema, poiché si trattava di familiari e amici ma la quinta foto, quella del profilo di non so chi, non riproduceva un volto ma un uovo di pasqua con un coniglio…difficile da associare ad uno dei nomi proposti dal diabolico sistema di riconoscimento facebookiano.

“Bene” risponde Facebook, “hai riconosciuto 4 persone su 5, quindi tu sei davvero Jean Bruschini.

A dire il vero, ora comincio a nutrire forti dubbi sulla mia identità, ma la prossima volta userò carta e penna, lo giuro.

 Jean

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