Cyberspazio

CYBERSPAZIO: UNIVERSO PARALLELO IN CERCA DI IDIOMA

Inizialmente nato e concepito come semplice strumento di lavoro, Internet durante la sua inarrestabile crescita ha subito varie metamorfosi: un “universo parallelo” i cui riti e codici sociali sono diversi da quelli abituali.

Se la grande maggioranza dei siti presenti sul web appartiene al settore commerciale e, in molti casi, costituisce semplice spazzatura, è sempre più evidente che Internet potrà svolgere in futuro un ruolo trainante per la diffusione della cultura. Per molti artisti, ad esempio, è già oggi un mezzo efficace per abbattere i costi di distribuzione e per rendere visibile il proprio lavoro ad un pubblico più vasto, superando varie forme di censura.

Ma affinché la rete possa esprimere appieno le sue potenzialità culturali, esistono ancora molti ostacoli da superare. Il primo ostacolo è costituito dalla difficoltà di accesso: sono ancora poche le persone che sanno accendere un computer, ancora meno quelle che lo sanno usare, e non tutti possono permettersi il lusso di una connessione veloce (che facilita la navigazione, rendendo più accessibili i contenuti).

Il secondo ostacolo è costituito dalla lingua: mentre nel mondo reale le persone dialogano tra loro usando il proprio idioma, nel cyberspazio la lingua dominante è l’inglese, con i software (se avessi detto “programmi” mi avreste dato dell’atavico) che parlano una sola lingua, al pari della grande maggioranza delle risorse che viaggiano in rete. Così scopriamo che la parola “commercio” diventa e-commerce, che il trasferimento dati diviene download, e via dicendo.

Mentre in Italia subiamo passivamente la “dittatura” dell’inglese, negli altri paesi europei si è in cerca di soluzioni alternative che consentano al computer di parlare la lingua dell’utente. Nella convinzione che una terminologia chiara e accessibile possa favorire un’utenza più vasta, trasformando Internet, da mezzo di trasmissione, in strumento di vera comunicazione e di promozione delle culture.

Per questo motivo in Francia, fin dal 1998, è stato lanciato un programma definito “Préparer l’entrée de la France dans la société de l’information”, con una commissione di esperti incaricata di elaborare una serie di neologismi in lingua francese.

Quel programma ha continuato a crescere ed è attualmente visibile al link:

http://www.culture.gouv.fr/culture/dglf/cogeter/16-03-99-internet.html

A quando una chiara e accessibile terminologia anche in lingua italiana per facilitare l’uso delle nuove tecnologie ad un pubblico di massa?

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