Dall’aloe all’anello mancante

L’UNICO – Quotidiano indipendente di Roma

Giancarlo Bruschini, dall’Aloe all’Anello mancante

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di Giuseppe Lorin – Riempire la conoscenza, implementarla, diffonderla, risvegliare supposizioni, teorie assopite negli anni ma mai dimenticate dal genere umano.

È questo il fascino di Giancarlo Bruschini, ideatore del gruppo culturale “estro-verso” che si riunisce, nella versione nomade, negli spazi che la Roma salottiera gli offre dopo la inevitabile scissione dal Caffè Letterario di Via Ostiense, da dove aveva ricevuto il crisma di predicatore poetico organizzativo di eventi letterari, in coppia con Massimo Nardi. Fino ad ora gli incontri con gli estroversiani, genoma di una razza aliena, si sono svolti presso il Teatro Lo Spazio in Via Locri, con una puntata al Teatro Inscatola a Lungo Tevere degli Artigiani 12/14 – Via Panfilo Castaldi 63 – gestito dai simpaticissimi Lorenzo Ciccarelli ed Elisabetta Longone.Domenica 13 dicembre 2009 estro-verso.org farà la sua performance al Black Hotel, sull’Aurelia, in Via Raffaele Sardiello 18; dalle ore 16,30 ci saranno due eventi da non mancare.

Già comunque si vociferano degli incontri presso la “Sala delle Arti” in Via Jacopa de sette soli 3 a San Francesco a ripa, dove Antonio Serrano e la sua Accademia di Teatro “La Fucina” sta preparando l’incontro con gli estroversiani. Gli articoli sull’omeopatia di Giancarlo Bruschini sono molto interessanti, e vi consiglio di cercarli in internet, specialmente quelli sull’aloe humilis, hanno un posto speciale anche nel sito ufficiale di Umberto Di Grazia, ricercatore e sensitivo ai confini con la realtà. La prof. Maria Immacolata Macioti, titolare della cattedra di Sociologia all’Università La Sapienza di Roma, ha studiato il suo lavoro e ne ha pubblicato i risultati nel libro: “Fede, Mistero, Magia: lettere a un sensitivo”, divenuto testo d’esame. Nel libro “L’ANELLO MANCANTE” di Giancarlo Bruschini, in libreria per le edizioni estro-verso, o da chiedere direttamente all’autore, si descrive ampiamente ciò che l’autore teorizza alla luce di reperti archeologici inconfutabili e ufficiali, i quali mostrano un passato oscuro, diverso da quello finora appreso dai libri accademici.

I libri di storia hanno dimenticato i primi capitoli della genesi dell’umanità, sembra che manchino le pagine più importanti, quelle che ci riconducono ad un precedente livello di civiltà, psico-atemporale-tecnologico al quale era arrivato l’essere umano, prima di un cataclisma che sconvolse l’intero pianeta. Il diluvio universale che cancellò le civiltà esistenti anteriori all’immane catastrofe? O addirittura la teoria del grande meteorite che riuscì ad inclinare ulteriormente l’asse terrestre e a ridurre la vita sul pianeta Terra? E dove c’era caldo, lì si creò il gelo siderale! Catastrofi immani, sconvolgimenti bionici, dove solo un piccolo nucleo di esseri viventi riuscì a mettersi in salvo grazie alla percezione empatica di Noè, e alla volontà suprema rispettata da lui alla lettera. I grandi patriarchi, come sempre, sono in contatto con situazioni extrasensoriali. Ricordatevi la discesa di Mosè dal monte Sinai! Parlo di “situazioni” poiché se esplicitamente le chiamassi “esseri”, verrei tacciato di semplicistica credulità: “…ma fatti non foste a viver come bruti!” Spesso, l’immanenza politica, le leggi di mercato, la contingente pratica quotidianità, le bollette da pagare, la famiglia, le mogli – o viceversa – che ci distruggono l’esistenza, portano il nostro atteggiamento ad una esasperante superficialità dove è difficile pensare financo a noi stessi. Potremmo quindi noi concentrarci per metterci in contatto con il trascendente? Però a questo servono i ritiri spirituali! È così che il genere umano sta gradualmente perdendo quel contatto divino, quell’empatia con il tutto e con… l’altro; sta perdendo il contatto con chi lo guida, ma non è visibile. Voglio qui ricordare ciò che si può definire il motto dell’autore: “…nota quello che nessun altro nota, e saprai ciò che nessun altro sa…” Degno di un best seller alla Ken Follet! Sentiamo ora le ragioni che hanno portato Giancarlo Bruschini a scrivere questo libro. “Secondo me, la Storia dell’Uomo andrebbe rivisitata e ritrascritta.

L’ANELLO MANCANTE è il trait-d’union tra la mitologia, l’archeologia e la VERA STORIA dell’Uomo. Nel libro descrivo ampiamente la mia teoria alla luce di reperti archeologici inconfutabili e ufficiali, i quali mostrano un passato oscuro, diverso da quello che finora abbiamo appreso dai libri accademici. A volte capita che il mito e la realtà si incontrino nelle pagine di un libro: “l’ANELLO MANCANTE” vuole fare da trait-d’union, ricollegando la nostra storia ad alcune leggende, cercando di fornire delle risposte basate sull’analisi di fatti oggettivi. Parlo del fatto che i libri di storia hanno dimenticato i primi capitoli: mancano le pagine più importanti, quelle che ci riconducono a un precedente livello di civiltà, tecnologico e avanzatissimo raggiunto dall’essere umano prima di un cataclisma che sconvolse l’intero pianeta. Secondo molti testi accademici, la storia ha un trascorso lineare che ha avuto inizio da qualche parte in Africa e che si è concluso con l’era moderna; eppure, ci sono molti lati oscuri nelle vicende umane, come il ritrovamento di oggetti o reperti provenienti da un lontano passato e che sono troppo tecnologici perfino per noi.

In questo libro li osserveremo da vicino, con occhio critico e neutrale e stabiliremo individualmente cosa credere, e se credere. Quali evidenze abbiamo di una precedente civiltà evoluta, qui sulla Terra? Ci sono prove di catastrofi, che hanno spazzato via l’umanità, preservando solo alcuni superstiti. Nel libro metto a confronto alcuni miti, come la storia del diluvio secondo il racconto biblico e la versione esposta nell’Epopea di Gilgamesh, poema epico sumero scritto in caratteri cuneiformi su tavolette d’argilla datate 4500 anni fa; capiremo perché questo mito si è diffuso in tutto il mondo e in tutte le lingue; scopriremo qualcosa in più sui Maya e sugli antichi manoscritti indiani che fanno riferimento a cose sorprendenti che hanno destato l’interesse di molti governi; parleremo delle missioni Apollo e spiegheremo perché l’uomo è andato sulla Luna. Fornire la risposta, anche ad una sola di queste domande significherebbe conoscere la direzione in cui stiamo andando e la nostra vera storia.”

È anche vero però che il mondo in questi anni ha fatto passi da gigante, quasi che il XX secolo rappresenti lo spartiacque tra mistero e futuro, tra ignoranza e scienza. Ormai sappiamo tutto attraverso i giornali, la radio, la televisione, internet, l’on web, siamo andati con gli astronauti sulla luna e solo oggi ci dicono che lì c’è l’acqua; ma quando alziamo la testa e guardiamo il cielo ci accorgiamo di quanti misteri ci siano ancora intorno a noi. Oggi un libro come “L’ANELLO MANCANTE” di Giancarlo Bruschini ci porta dove è ancora “l’impossibile”, dove si confonde fantasia e realtà, verso un ignoto dal quale però, piano piano, si strappono i veli, anche se i dubbi rimangono. Gli UFO esistono o no? Già si sono impossessati di noi, stanno ormai in noi e noi – alcuni di noi – agiamo secondo la loro volontà? Siamo noi degli ET? Ci sono davvero? È una tematica che appassiona scienziati e ricercatori ed è diventata quasi una filosofia, alla base della quale sta una riflessione critica attraverso la quale Giancarlo Bruschini ci conduce per mano in un mondo tutto da scoprire.

Al di fuori di ogni schematismo, Giancarlo Bruschini apre uno spiraglio in questo mondo sconosciuto, non per convincere gli agnostici ma, attraverso una documentazione esauriente, per creare un momento di riflessione, di dibattito su una realtà che potrebbe essere a portata dei nostri sensi, ma questi, limitati a cinque, non ci permettono di partecipare alla gioia estrema che forse si dischiuderà a noi solo dopo l’ingresso in un’altra esistenza… non più materiale come noi la intendiamo ma secondo la catena delle nostre esistenze; ed è proprio questo, L’ANELLO MANCANTE! «Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.» (George Orwell)

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