2009

Barbara

Tu ed io sotto la pioggia
Barbara
Come in una poesia di Prévert

Un incontro veloce in un bar
Tra Un tè al limone
e una tazza di cioccolato caldo
le mie mani nelle tue

I tuoi occhi
illuminati di distacco
le promesse di un sempre
durato troppo poco

Tu sorridevi
Io sorridevo

Non credermi se dico che sto bene
Scavo la tua assenza
fino alle occulte radici
Non credermi se sorrido
bevo il calice amaro di un addio
e non sarà più
come quando non esisteva l’amore

Freddo come quest’inverno
un destino legato dalle stelle
ha affogato
tutti i colori in un bacio

E la tua anima è corsa da lui

 

Spiraglio

Steso nel letto
Ad osservare un soffitto
Muro impenetrabile
Di silenzio e tristezza

Mastico tra le labbra
Il tuo nome
Spiraglio luminoso

La misma cama/ para observar un techo/ una pared impenetrable/ de silencio y tristeza/ Mastico tus labios y tu nombre/ en un agujero de luz.

Traduzione di Yuleisy Cruz Lezcano

La partita

L’Arbitro alzerà la mano
Fischierà la fine della partita
Per alcuni avrai giocato bene
Per altri invece avrai sbagliato

Forse discuterai sull’esito
Sicuramente per te qualcuno avrà barato
l’asfalto era bagnato
il tuo volto era sudato
Sei caduto più volte e più volte
Eppure ti sei sempre rialzato

I minuti rotolavano via
Come la palla che inseguivi
E così la vita e gli anni
Gli attimi e le ore

Ed ora tra il pianto e il sorriso
E una gran folla che ti saluta
Puoi finalmente toccare il cielo
Con i tuoi occhi innocenti

.
Attesa

L’inverno lo senti dentro,
nelle ossa,
sulla fronte,
ad ogni passo;
Vaghi tra i ricordi,
mentre calpesti il buio
che ti circonda;

Le gelide luci
divorano anche il passato;

E tu,
Nulla e Nessuno,
racchiuso in un angolo di tempo,
nell’attesa che il giorno ti vomiti.

 

.
Trasparenze

Ormai cerco soltanto la notte
Che di canti risuona
E fa oscillare le ombre
Ogni nome mi fugge lontano

Non più temo le ore defunte
Non più fuggo le lancette del tempo
Mi rifugio nel silenzio dell’indifferenza
La bellezza più trasparente

Sulla scia di stelle dimenticate
Seguo le orme dell’’Universo
Un nulla contenente

Poesia
Sei nel mare che lambisce la terra
Nel profumo che si libra nell’aria
Nella sabbia che affonda sui passi
Sei nei sogni che s’infrangono sui fogli

.
Coma
Se pure trovassi le cose più belle
Se qualcuno mi desse qui ora il sole e le stelle
Non rinuncerei mai ad un solo sorriso
Ed ad ogni lacrima che con te ho condiviso
Ti offrirei ancora se solo potessi
Lo stupore dei giochi e dei giorni trascorsi
Di quando pensavo soltanto ad amarti
Se solo potessi dal sonno destarti

 

Natale

Qualcuno mi spieghi dove sia questo Natale
Che irrompe con violenza in ogni casa
Tra bombe crisi e chi sta male
Aumentando i prezzi di ogni cosa

L’ho cercato inutilmente in ogni via
Nelle baracche e tra i letti d’ospedale
Trovandolo nella pubblicità e la monotonia
Di un mero meccanismo commerciale

Tra drappi rossi ed eleganti
Palline colorate su abeti e balconi lampeggianti
Zamponi di maiale torroni e tanti santi

Dimenticando la crisi agonizzante
Scarto regali tra i sorrisi della gente
Alzando al cielo un bicchiere di spumante

 

Prend ma main – Prendimi per mano

Prend ma main et viens
ensemble, parcourrons ce long chemin
de regards, de douceurs et d’émerveilles
Prend ma main et viens
laisse encore mon cœur te parler d’amour
car le destin nous appartient

Prend ma mains et viens
je déposerai, éternel et muet, mes rêves
dans le creux de ton âme

Vieni prendimi la mano,
insieme, percorreremo questo lungo cammino
di sguardi, di dolcezze e stupori.
Prendi la mia mano e vieni
lascia che il mio cuore ti parli ancora d’amore
in questo destino che ci appartiene

Vieni prendimi la mano
affiderò, l’eterno silenzio dei miei sogni
all’intimità del nido scavato nella tua anima.

(Versione italiana: traduzione di Anna Giordano)

 

Lettera ad un’amica

Cara amica di sogni, è sera: sto ascoltando ancora una volta, per la prima volta il sussurrare del mare entrare a me nella stanza. Gli oggetti che ho intorno lascerò qui a morire per parlare con te che non sei qui, per scriverti una lettera, forse l’ultima. Qual è, diceva Nietzsche la massima esperienza che possiamo vivere se non l’ora del grande disprezzo, quell’ora in cui la ragione, la felicità stessa, la nostra virtù e tutto il resto disdegniamo? Quello è il momento di cambiare, di decidere per se stessi e di voltare pagina: io lo sto vivendo ora, mesi dopo la tua assenza. Al bivio dei miei giorni riesco ora a contemplare, a vedere con chiarezza ciò che era, ciò che di noi è stato. Quali forze, stagioni e costellazioni celesti ci circondano come scialbi frutti maturati troppo presto, ma al loro posto da un sempre troppo insondabile: una realtà impenetrabile, se osservata da una piccola finestra. Dallo stesso oblò della mia stanza vedo Orione, silenziosa nel buio apparire e all’improvviso sono avvolto da un vuoto lacerante: questo silenzio, questa tua non presenza mi induce a ricordare, anche se con distacco, ormai e sono sicuro che capiterà anche a te, di ripercorrere in pochi attimi, velocemente, una vita intera fatta di ricordi, di cose e persone incontrate e smarrite, in un vuoto che si apre nell’anima tra causa ed effetto, di tirare le somme, arrivati ad un bivio e chiedersi dove, se e in che cosa abbiamo sbagliato. Di tutto ciò che ho avuto e perso, la tua amicizia mi ha colmato, amarti mi ha svuotato. In punta di piedi, proprio come hai fatto tu, vedo gente entrare in me ed uscire dalla mia vita con logica solenne: uno scintillio di erudite e onorabili preziosità e merletti di cui la vita è fatta; entità come me, come te, di cui a volte avverto la mancanza perché hanno lasciato qualcosa di indelebile, che non va più via. Quanti amici, amori e “gente” senza più un nome o una voce, senza più un volto: “Non più”,”Avreipotutoessere”,”Giammai”, e tanti “Addii”.Vivi anche tu tutto questo, non è vero? Antichi amori e angustie, ore di ribollimenti, antichi rigurgiti di sentimenti vanno e tornano al loro oblio in ore come questa, Amica mia. Gli uomini se ne vanno a contemplare le vette delle montagne, i flutti vasti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l’immensità dell’oceano, il corso degli astri e non si concentrano sull’amore che li trasforma costantemente. Si sente spesso dire: “l’amore va, ma l’amicizia resta!”, ma anche questo non è vero e tu lo sai che l’amicizia va nutrita, rispettata e conservata. Ma tu, sottile chiarezza del cielo, non lasciare che il buio della notte oscuri le stelle, affacciati e cerca una debole luce in cui specchiarti . Dall’alto verso ogni lontananza, dalla profondità verso ogni altitudine, dall’angolo verso ogni spazio, l’amico è un abisso in cui specchiarsi…e, quando guardi a lungo in un abisso, anche l’abisso ti scruta dentro.

***

Ti salverà una poesia

Quando il calore del sole non basterà a riscaldarti
Quando nessun sorriso incontrerà il tuo sguardo
Quando tutto sembrerà perduto
Quando tenderai la mano e nessuno l’afferrerà
Quando ogni cosa ti sembrerà vana
E il vuoto eclisserà ogni perché
Sarà una poesia a salvarti

Un poème… te sauvera

Lorsque la chaleur du soleil ne suffira pas à te réchauffer
Lorsque aucun sourire ne rencontrera pas tes yeux
Quand tout te paraîtra perdu
Quand tu étendras la main et personne ne la saisira pas
Quand tout te semblera vain
Et le vide engloutira tous tes pourquoi

Un poème… te sauvera

.
Te salvará una poesía 10/2/09
(Traduzione: Ana Caliyuri – Tandil/Argentina)
Cuando el calor del sol no alcance para entibiarte
Cuando ninguna sonrisa encuentre tu mirada
Cuando todo parezca perdido
Cuando tiendas la mano y ninguno la tome
Cuando cada cosa te parezca vana
El vacío eclipsará todo porque
Te salvará una poesía

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